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Saxophone S.r.l.

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Agosto, marito mio non ti conosco!

di Rita Vivaldi - regia di Enzo Rapisarda

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

Lucia e Riccardo sono una coppia da anni felicemente sposata.

Improvvisamente, in un torrido agosto milanese, Lucia viene colta da un’ossessione ricorrente: è convinta che il marito sia un estraneo piombato a casa sua con intenzioni tutt’altro che benevole. Tenta quindi in tutti i modi di liberarsene e di cacciarlo fuori di casa, mentre Riccardo disperato, chiede l’aiuto di un famoso psichiatra, il quale sospetta che Lucia soffra di una patologia poco conosciuta e spera così di pubblicarne lo studio su prestigiose riviste scientifiche.

Accetta quindi di curare la singolare paziente, ma, attraverso il susseguirsi di avvenimenti comici e brillanti colpi di scena, il caso clinico si complicherà sempre di più ed il povero psichiatra scoprirà le machiavelliche potenzialità di una mente di una moglie risoluta a salvare il proprio matrimonio.



Il Ventaglio di Lady Windermere

di Oscar Wilde

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

Rappresentato per la prima volta il 22 febbraio 1892 al Saint James Theathre di Londra, "Il ventaglio di Lady Windermere" riscosse un notevole successo tra il pubblico e Oscar Wilde, all’apice della sua carriera, si prese dunque il gusto di smascherare e ridicolizzare le ipocrisie dell’aristocrazia inglese sulle scene dei più importanti teatri del Regno.

La trama si sviluppa nell’arco di ventiquattr’ore, e mostra al pubblico le vicende di una giovane donna aristocratica – Lady Windermere – che, sospettando di essere tradita dal marito, arriverà al punto di mettere in dubbio persino la propria fedeltà, tentennando davanti alle continue avances dell’amico Lord Darlington. Si susseguiranno sulla scena innumerevoli equivoci e fraintendimenti che, tra cinismo e genialità, accompagneranno il lettore verso l’immancabile lieto fine.

Molti sono i temi che Oscar Wilde, in modo estremamente brillante e mai banale, sceglie di trattare nell’opera: Lady Windermere è il simbolo di tutti i valori che caratterizzavano l’aristocrazia dell’epoca, ma la sua innocenza impedisce ai suoi gesti di assumere connotazioni grottesche e ipocrite. I vizi e le falsità che ammorbano la società verranno invece messi alla berlina dall’autore attraverso il personaggio di Mrs Erlynn, donna all’apparenza spregiudicata, ma estremamente affascinante, che alla fine si rivelerà essere la madre della protagonista. Il rapporto tra queste due figure femminili, complementari e opposte, assieme alle caratterizzazioni dei personaggi secondari, rivela al pubblico un tessuto sociale ricco di quelle incomprensioni, di quei vizi, e di quelle dinamiche che l’autore seppe tratteggiare con leggerezza e grande senso dell’umorismo.

La regia di Enzo Rapisarda ha dunque scelto di mettere in luce tutto questo con l’intento di far rivivere, una volta aperto il sipario, una voce schietta e beffarda come quella di Oscar Wilde, una voce che ammicca al pubblico celando dietro all’elegante grazia dell’accessorio femminile per eccellenza – il ventaglio, appunto – le più profonde verità dell’animo umano.



La Bottega di Sghio

di Giovanni Bongini

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Ass. Culturale Teatreria"

Tre atti in vernacolo fiorentino

Il destino delle persone verso le quali la natura è stata matrigna, negando loro la bellezza fisica, ha fatto spargere fiumi d'inchiostro ed è stato preso parecchie volte a soggetto per lavori di teatro. Si soleva dire a Firenze, nei tempi andati, che "nella famiglia di Sghio, al più bellino mancava una ganascia"! Figuratevi che nella bottega di Sghio, i brutti sono addirittura tre!

La commedia è un brillante vernacolo dai toni farseschi; la vicenda mette in evidenza personaggi semplici e modesti: i tre bruttoni, il pretendente affettato, la madre dispotica, la bella fanciulla non sottomessa, l'innamorato timoroso, tratteggiano un contesto umano ricco di forza d'animo e di generosità. La farsa si vela a momenti di un lieve tocco di malinconia che però, nonostante tutto fa ridere e sorridere.



Omicidio in Salsa Rosa

di Enzo Rapisarda

Portato in scena dalla compagnia teatrale "Nuova Compagnia Teatrale"

Si tratta di una commedia brillante in due atti, percorsa da una sottile vena di humor nero, che ritrae le tensioni e le frustrazioni di un "gruppo di famiglia in un interno" con momenti esilaranti che si susseguono in un alternarsi di scene a tratti grottesche, con colpi di scena e spunti narrativi che catturano lo spettatore come in un vero e proprio thriller.

TRAMA

Caterina, attrice teatrale frustrata e depressa, si vede rifiutata dai registi a causa della sua non più giovane età e vive nel disperato tentativo di dimostrare prima di tutto a se stessa ma anche agli altri il suo talento artistico.

Il marito è invece un uomo di successo, scrittore di gialli che vengono spesso portati sul grande schermo. Affiancato dal suo produttore, sta realizzando un film tratto dal suo ultimo libro ed è alla ricerca di un attore famoso che dia lustro all’opera cinematografica.

Decide quindi di organizzare una cena a cui è invitato, oltre al produttore, un affascinante divo del cinema. Caterina, da perfetta padrona di casa, dovrà organizzare la serata e la cena nella loro elegante casa. Ma una serie di variabili impazzite faranno irruzione in una serata che da tranquilla cena a sfondo professionale, si trasformerà in un avvicendarsi di eventi grotteschi, inganni, equivoci e malintesi in cui tutti fingono, tutti recitano come nel più classico teatro nel teatro condito da un pizzico di black comedy.



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